Wall Street in Territorio Misto mentre SpaceX Registra un Calo; gli Stati Uniti Aprono la Strada al Petrolio Iraniano
Lunedì 22 giugno 2026, prima seduta dopo la festività di venerdì (Juneteenth), i mercati azionari statunitensi hanno chiuso con andamenti contrastanti: i ribassi dei titoli delle grandi società tecnologiche e il terzo calo consecutivo di SpaceX, appena quotata in borsa, hanno trascinato al ribasso l’S&P 500 e il Nasdaq, mentre il Dow ha mantenuto un andamento positivo.
Questi movimenti sono avvenuti mentre il prezzo del petrolio scendeva, dopo che il Tesoro statunitense ha aperto una finestra di 60 giorni per il greggio iraniano e il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni.
Inoltre, tre temi caratterizzano ora la settimana: una Federal Reserve più restrittiva, una fragile distensione tra Stati Uniti e Iran e la corsa alla leadership del Partito Laburista a Londra.
Ecco cosa potrebbero voler sapere gli operatori sulla settimana che ci aspetta:

TL;DR
Lunedì l’indice S&P 500 ha perso lo 0,37% attestandosi a 7.472,79, mentre il Nasdaq è sceso dell’1,32% chiudendo a 26.166,60; il Dow, invece, ha guadagnato lo 0,29%, sostenuto da Caterpillar.
SpaceX ha perso circa il 16%, registrando il terzo calo consecutivo, dopo aver confermato la sua prima emissione obbligazionaria, e ora si attesta a circa il 14% al di sopra del prezzo di IPO del 12 giugno, circa il 31% al di sotto del suo massimo storico.
Il Tesoro statunitense ha emesso una licenza generale temporanea di 60 giorni per il petrolio iraniano, con scadenza il 21 agosto, legata agli impegni dell’Iran sullo Stretto di Hormuz.
Il Brent ha chiuso lunedì a circa 77,90 dollari e martedì mattina è salito a 78,18 dollari, mentre l’oro si è stabilizzato intorno ai 4.190 dollari l’oncia.
Keir Starmer ha dichiarato che si dimetterà dalla carica di leader del Partito Laburista britannico; un nuovo leader dovrà essere nominato prima della ripresa dei lavori parlamentari a settembre, con Andy Burnham dato come favorito.
I mercati si sono orientati verso una Fed più restrittiva, in attesa dei dati PCE di maggio e della stima definitiva del PIL del primo trimestre, in uscita giovedì.
Wall Street Chiude Contrastante mentre Le Big Tech Registrano un Calo
Lunedì 22 giugno i mercati azionari statunitensi hanno chiuso con andamenti contrastanti. L’S&P 500 ha perso lo 0,37%, chiudendo a 7.472,79, mentre l’Nasdaq Composite, fortemente orientato al settore tecnologico, è sceso dell’1,32% a 26.166,60; il Dow Jones Industrial Average, invece, è salito dello 0,29%, sostenuto da un rialzo di quasi il 4% registrato da Caterpillar. L’indice delle small cap Russell 2000 è salito di circa lo 0,8% a 3.004,40, chiudendo per la prima volta sopra la soglia dei 3.000 punti.
Il peso negativo è derivato dai principali titoli tecnologici. Alphabet ha perso circa il 5%, registrando la seduta più debole da oltre un anno, a causa dei timori relativi all’esodo di talenti nel settore dell’intelligenza artificiale, guidando così l’ondata di vendite sui titoli tecnologici a grande capitalizzazione. Amazon ha ceduto il 4,8%, Meta è scesa del 2,3% e Microsoft ha perso il 3% tra i timori per l’aumento della spesa nell’intelligenza artificiale. I produttori di chip hanno seguito un andamento opposto, con Micron in rialzo in vista dei risultati trimestrali previsti per mercoledì 24 giugno. (Fonte: CNBC)
SpaceX Prolunga il Calo post-IPO
Il titolo che ha registrato l’andamento più significativo è stato SpaceX. Lunedì il titolo ha perso circa il 16%, segnando il terzo calo giornaliero consecutivo, dopo che la società ha confermato la sua prima emissione obbligazionaria. Secondo quanto riportato da Bloomberg, SpaceX intendeva raccogliere almeno 20 miliardi di dollari, con i proventi destinati al rimborso di un prestito ponte legato all’acquisizione di xAI avvenuta all’inizio di quest’anno.
La mossa fa seguito a un debutto da record. SpaceX ha esordito in Borsa il 12 giugno a un prezzo di IPO di 135 dollari, nella più grande offerta pubblica iniziale mai registrata. Nel suo primo giorno di quotazione, si è brevemente classificata tra le società statunitensi con il maggior valore, superando Tesla in termini di capitalizzazione di mercato, e ha raggiunto il massimo storico di 225,64 dollari il 16 giugno, prima che iniziasse la fase di correzione. Anche dopo tre giorni di ribassi, le azioni rimangono circa il 14% al di sopra del prezzo di IPO e circa il 31% al di sotto di quel picco. (Fonte: Bloomberg)
Starmer si Dimette, ma i Mercati Britannici Reagiscono con Calma
Nel Regno Unito, il primo ministro Keir Starmer ha dichiarato lunedì che si sarebbe dimesso dalla carica di leader del Partito Laburista, dopo averne informato il re quella stessa mattina. La mossa è arrivata dopo la vittoria di Andy Burnham alle elezioni suppletive di Makerfield, che nel fine settimana ha modificato gli equilibri politici. Starmer ha chiesto al partito di aprire le candidature alla leadership il 9 luglio e di chiuderle entro la pausa estiva del 16 luglio; se la corsa sarà contesa, il nuovo leader dovrà essere scelto entro il 1° settembre, in tempo per la ripresa dei lavori parlamentari in quel mese, e lui rimarrà primo ministro fino alla conclusione del processo. Burnham, ex sindaco della Grande Manchester, che lunedì ha prestato giuramento come deputato, ha confermato che si candiderà ed è considerato il favorito.
La reazione dei mercati è stata moderata, poiché gran parte della notizia era già stata scontata dai prezzi. L’indice FTSE 250, orientato al mercato interno, ha perso circa lo 0,7%, mentre l’FTSE 100 è sceso al minimo settimanale nelle prime fasi di negoziazione, per poi recuperare parte del calo grazie al rialzo generalizzato dei mercati europei. La sterlina ha ceduto circa lo 0,2% rispetto al dollaro, attestandosi intorno a 1,3207 dollari, mentre il rendimento dei titoli di Stato decennali si è mantenuto vicino al 4,85%.
Il Petrolio si Stabilizza dopo che gli Stati Uniti Hanno Spianato la Strada al Greggio Iraniano
Il greggio ha registrato un andamento altalenante, mentre gli operatori valutano la durata dell’allentamento delle tensioni in Medio Oriente. Lunedì i prezzi hanno registrato un calo dopo che il Tesoro statunitense ha emesso una licenza generale temporanea di 60 giorni che autorizza la produzione, la consegna e la vendita di petrolio iraniano, una misura che scadrà il 21 agosto. La licenza è subordinata all’impegno dell’Iran a garantire il libero transito attraverso lo Stretto di Ormuz e a riammettere gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, come previsto da un memorandum d’intesa raggiunto in Svizzera. Il greggio Brent con consegna ad agosto ha chiuso lunedì in ribasso a 77,90 dollari al barile.
All’inizio di martedì, il petrolio era nuovamente salito di poco. Il Brent con consegna ad agosto è salito dello 0,36% a 78,18 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense ha guadagnato lo 0,45% a 74,19 dollari, con gli operatori che hanno mostrato un cauto ottimismo riguardo alla fine del conflitto. Il quadro rimane instabile, con la situazione dello Stretto di Ormuz ancora incerta e alcuni operatori consapevoli del fatto che l’Iran potrebbe destinare i proventi del petrolio alla ricostruzione del proprio esercito. Nel settore dei metalli, l’oro si è stabilizzato lunedì intorno ai 4.190 dollari l’oncia, recuperando circa lo 0,9% dopo un calo registrato nelle tre sessioni della settimana precedente, con i guadagni limitati dalla prospettiva di un aumento dei tassi di interesse statunitensi.
Il Contesto dei Tassi e gli Aspetti che gli Operatori Potrebbero Voler Tenere d’Occhio
Questi movimenti si inseriscono in un contesto di politica monetaria più restrittiva. Il 17 giugno, nella prima riunione con Kevin Warsh alla presidenza, la Federal Reserve ha lasciato invariato il proprio intervallo obiettivo tra il 3,50% e il 3,75%, ma il tono è cambiato e nove dei 18 membri del comitato di politica monetaria che hanno presentato le proiezioni prevedono ora almeno un aumento dei tassi quest’anno. Sia Deutsche Bank che BofA Global Research hanno cambiato rotta questa settimana, prevedendo un aumento dei tassi già a settembre; BofA prevede tre aumenti nel 2026 e Deutsche Bank due.
Il calendario a breve termine è scarso ma potenzialmente di grande impatto. FedEx pubblicherà i risultati dopo la chiusura di martedì, seguita da Micron mercoledì, mentre giovedì sono attesi i dati sui prezzi delle spese per consumi personali di maggio – l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed – e la stima definitiva del PIL del primo trimestre. Oltre ai dati, gli operatori potrebbero voler monitorare la finestra di 60 giorni sull’accordo quadro tra Stati Uniti e Iran e l’evolversi della corsa alla leadership nel Regno Unito.
Conclusione
La settimana si è aperta con diverse vicende che si svolgono in contemporanea: una banca centrale che ha spostato la propria attenzione sul rischio di inflazione, una tregua precaria tra Washington e Teheran, una nuova quotazione da record ancora alla ricerca di un prezzo stabile e un cambio della guardia ai vertici della politica britannica. Nessuna di queste vicende punta in un'unica direzione e ciascuna può cambiare a seconda delle notizie. Con l'indice PCE di maggio, la stima definitiva del PIL del primo trimestre e una serie di risultati finanziari ancora da pubblicare, gli operatori potrebbero voler tenere d'occhio il calendario e l'evoluzione di questi filoni.
*I rendimenti passati non garantiscono risultati futuri. Quanto sopra è fornito esclusivamente a fini di marketing e di informazione generale; si tratta solo di proiezioni e non deve essere considerato come ricerca di investimento, consulenza di investimento o raccomandazione personale.
FAQs
Cosa ha influenzato l’andamento dei titoli statunitensi lunedì?
Le Big Tech hanno pesato sul mercato: Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft hanno tutte registrato un calo a causa dei timori relativi alla spesa per l’intelligenza artificiale e all’esodo dei talenti, mentre il Dow è salito grazie al rialzo di Caterpillar.
Perché SpaceX ha registrato un calo?
Il titolo ha perso circa il 16% lunedì, segnando il terzo calo consecutivo, dopo che la società ha confermato la sua prima emissione obbligazionaria. Il titolo rimane circa il 14% al di sopra del prezzo di 135 dollari fissato per l’IPO del 12 giugno, ma circa il 31% al di sotto del suo massimo storico di 225,64 dollari.
Cosa ha annunciato il Tesoro statunitense sul petrolio iraniano?
Una licenza generale temporanea di 60 giorni che autorizza la produzione, la consegna e la vendita di petrolio iraniano, con scadenza il 21 agosto, subordinata agli impegni dell’Iran sullo Stretto di Ormuz e sulle ispezioni nucleari.
Cosa è successo al petrolio e all’oro?
Lunedì il Brent ha chiuso a circa 77,90 dollari al barile e martedì mattina è salito a 78,18 dollari, mentre il WTI è stato scambiato a circa 74,19 dollari. L’oro si è stabilizzato intorno ai 4.190 dollari l’oncia.
Cosa comporta le dimissioni di Starmer per i mercati britannici?
Un nuovo leader laburista dovrebbe essere nominato prima della ripresa dei lavori parlamentari a settembre. La reazione è stata contenuta, con la sterlina in leggero calo e i rendimenti dei titoli di Stato britannici sostanzialmente invariati.
A cosa prestano attenzione ora gli operatori?
L’indice PCE di maggio e la stima definitiva del PIL del primo trimestre giovedì, i risultati finanziari di FedEx e Micron, la finestra di 60 giorni tra Stati Uniti e Iran e la corsa alla leadership nel Regno Unito.