COP31 ad Antalya, in Turchia: cosa aspettarsi dalla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2026
Data di modifica: 18/01/2026
La 31ᵃ Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP31) è un evento decisivo per la governance globale del clima che si svolgerà nel novembre 2026 ad Antalya, in Turchia.
Mentre il mondo si avvicina al giro di boa del decennio cruciale per la lotta contro il cambiamento climatico, la COP31 si delinea come qualcosa di più di un semplice incontro diplomatico.
In questo articolo esaminiamo l'importanza della COP31 per l'economia.

In sintesi
- La COP31 si svolgerà ad Antalya, in Turchia, nel novembre 2026: si terrà presso l'Antalya Expo Centre e prevede anche un vertice dei leader mondiali a Istanbul
- La Turchia pone enfasi sulla vulnerabilità climatica: i riflettori saranno puntati sulle regioni più colpite del mondo e sulle infrastrutture resistenti alle catastrofi
- Modello di leadership condivisa: la Turchia ospita l'evento mentre l'Australia conduce i negoziati, sostenendo le priorità climatiche della regione del Pacifico
- L'attuazione degli obiettivi climatici di riduzione delle emissioni per il 2035 (NDC), presentati prima della COP30, sarà oggetto di esame per verificare i progressi compiuti
- Applicazione operativa dei finanziamenti per il clima: mantenere l'impegno di 300 miliardi di dollari all'anno previsto dalla COP29 e arrivare a 1.300 miliardi di dollari entro il 2035
- Focus su Mediterraneo e dinamiche sovraregionali: collegare le sfide climatiche di Europa, Medio Oriente e Asia Centrale
- Valutazione del percorso per l'azzeramento delle emissioni: analisi dei progressi verso gli obiettivi di metà secolo, incluso l'obiettivo delle zero emissioni nette della Turchia nel 2053
Le tematiche centrali della COP31
Il quadro di riferimento della leadership climatica della Turchia
L'organizzazione della COP31 da parte della Turchia offre una prospettiva unica, alla luce del suo ruolo di ponte tra diversi continenti e dei disastri legati al clima che l'hanno recentemente colpita.
La presidenza turca ha sottolineato diverse priorità fondamentali:
- Vulnerabilità e resilienza climatica: a seguito dei devastanti terremoti del 2023, che hanno sottolineato l'interconnessione tra disastri naturali e resilienza climatica, la Turchia indirizza la COP31 verso la necessità di affrontare le esigenze delle nazioni vulnerabili al clima. Le autorità turche hanno dichiarato che la conferenza "darà voce alle nazioni colpite dagli eventi climatici estremi" e, in particolare, a quelle del sud del mondo.
- Cooperazione interregionale: grazie alla sua posizione geografica, la Turchia è in grado di fare da portavoce per le sfide climatiche in tutto il Mediterraneo, il Medio Oriente, l'Asia centrale e l'Europa. La presidenza ha l'obiettivo di agevolare la cooperazione sud-sud, coinvolgendo al contempo le economie sviluppate.
- Rappresentanza delle isole del Pacifico: in base all'accordo di organizzazione congiunta, l'Australia condurrà i negoziati con particolare attenzione alle priorità climatiche del Pacifico, garantendo che le preoccupazioni di queste nazioni insulari rimangano al centro dell'attenzione nonostante lo spostamento geografico rispetto all'iniziale candidatura australiana.
Struttura a doppia sede
La COP31 adotterà un innovativo approccio a doppia sede:
- Antalya Expo Centre: la sede principale della conferenza per i negoziati tecnici e le discussioni tematiche
- Vertice dei leader di Istanbul: un segmento dedicato di alto livello nella città più grande della Turchia, per agevolare gli impegni politici e l'impegno diplomatico
L'obiettivo di questa configurazione è bilanciare il lavoro tecnico sul clima con un significativo slancio politico.
Verifica dell'attuazione degli NDC
Un elemento fondamentale della COP31 è la valutazione dello stato di avanzamento dei Contributi determinati a livello nazionale (NDC) per il 2035 presentati prima della COP30. I Paesi saranno valutati in merito all'allineamento dei loro piani di azione con il limite di riscaldamento di 1,5°C previsto dall'Accordo di Parigi. Questa revisione rappresenta il primo importante punto di controllo dopo la scadenza per la presentazione degli NDC del 2025.
L'importanza cruciale della COP31
Momento decisivo per il clima del Mediterraneo
La scelta di Antalya come sede della COP31 colloca la conferenza in una delle regioni più vulnerabili del mondo ai cambiamenti climatici. Il bacino del Mediterraneo si sta riscaldando il 20% in più rispetto alla media globale ed è soggetto a gravi carenze idriche, desertificazione ed eventi di calore estremo. Il luogo designato sottolinea quindi l'urgenza di adottare strategie di adattamento ai cambiamenti climatici in questa macroarea.
Valutazione dell'attuazione
A differenza della COP30, che si concentrava sul lancio di quadri di attuazione, la COP31 rappresenta la prima tappa di verifica dei progressi. La conferenza valuterà se i Paesi stanno traducendo i loro obiettivi per il 2035 in politiche nazionali concrete, investimenti e riduzioni misurabili delle emissioni. Questa funzione di responsabilizzazione è fondamentale per continuare a progredire verso gli obiettivi intermedi del 2030.
Meccanismi di erogazione dei finanziamenti per il clima
La COP31 deve dimostrare di aver compiuto progressi tangibili nel rendere operativo lo stanziamento di 300 miliardi di dollari di finanziamenti annuali per il clima stabilito alla COP29 di Baku. I Paesi in via di sviluppo chiederanno di dimostrare che i fondi promessi vengano erogati in modo efficiente ed equo. La Turchia, in qualità sia di beneficiario che di finanziatore di investimenti per il clima, rappresenta un ponte tra le prospettive delle economie sviluppate e di quelle in via di sviluppo.
Contesto geopolitico e transizione energetica
La COP31 si svolgerà in un contesto di continue tensioni geopolitiche e preoccupazioni per la sicurezza energetica. Le sfide che la stessa Turchia sta affrontando riguardo alla transizione energetica – tra cui la dipendenza dalle importazioni di energia e i continui investimenti in infrastrutture per i combustibili fossili, a cui si affianca l'espansione delle energie rinnovabili – rispecchiano i dilemmi di molte economie emergenti. La conferenza offre l'opportunità di affrontare questi complicati compromessi tra esigenze di sviluppo e impegni per la tutela del clima.
Implicazioni regionali e globali
Sotto esame gli impegni sul clima della Turchia
In qualità di nazione ospitante, le iniziative della Turchia riguardanti il cambiamento climatico saranno sotto la lente d'ingrandimento. Il Paese si è impegnato ad azzerare le proprie emissioni nette entro il 2053 e a ridurre le emissioni del 41% rispetto ai livelli ordinari entro il 2030. La sua attuale traiettoria indica tuttavia che le emissioni raggiungeranno il picco solo nel 2038, sollevando perciò dubbi sull'allineamento con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi.
La Turchia ha emanato la sua prima legge sul clima nel luglio del 2025, stabilendo un quadro giuridico per la determinazione dei prezzi del carbonio, il monitoraggio delle emissioni e i meccanismi di finanza sostenibile, a dimostrazione del suo impegno istituzionale; l'attuazione rimane tuttavia ancora in fase di sviluppo.
Resilienza alle catastrofi e adattamento ai cambiamenti climatici
L'esperienza della Turchia con i devastanti terremoti del 2023, che hanno causato danni per oltre 100 miliardi di dollari, ha aumentato la priorità della resilienza alle catastrofi all'interno della sua agenda climatica. Si prevede che la presidenza ponga enfasi sulle connessioni tra l'adattamento al clima e la preparazione alle catastrofi, in particolare per le regioni a rischio di terremoti, dove il cambiamento climatico aggrava la vulnerabilità sismica attraverso eventi meteorologici estremi.
Ampliamento delle energie rinnovabili
L'espansione delle rinnovabili della Turchia, soprattutto in ambito solare ed eolico, rappresenta un caso di studio per le economie emergenti che cercano di trovare un punto di equilibrio tra sviluppo e decarbonizzazione. Il Paese punta a una produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili pari al 30%, anche se parallelamente ai progetti di energia pulita continuano gli investimenti in combustibili fossili.
Partenariato tra Pacifico e Mediterraneo
L'organizzazione congiunta di Turchia e Australia crea una partnership senza precedenti, che mette in connessione le sfide climatiche del Mediterraneo con quelle del Pacifico. Questa collaborazione potrebbe stabilire nuove modalità di cooperazione tra diverse aree geografiche, in particolare per quanto riguarda il sostegno finanziario all'adattamento climatico e i sistemi di compensazione per perdite e danni a beneficio delle nazioni vulnerabili.
Conclusioni
La COP31 rappresenta un punto di valutazione fondamentale per l'azione globale sul clima, dal momento che si svolgerà a metà del decennio decisivo per limitare il riscaldamento a 1,5°C. Il successo della conferenza non sarà misurato da nuove promesse, bensì da progressi tangibili sugli impegni esistenti e dall'istituzione di solidi meccanismi di responsabilità.
La posizione unica della Turchia – geograficamente a cavallo fra due continenti, a metà strada tra nazioni sviluppate e in via di sviluppo, e con esperienza nelle relazioni tra resilienza alle catastrofi e adattamento ai cambiamenti climatici – offre preziosi punti di vista per far progredire la diplomazia del clima. L'approccio a doppia sede e l'accordo con l'Australia per l'organizzazione congiunta creano un quadro innovativo per una governance inclusiva del clima.
Tuttavia, all'orizzonte si profilano notevoli preoccupazioni. La Turchia ha appena 12 mesi di tempo per organizzare la conferenza, dopo il lungo processo di selezione del Paese ospitante. Rimangono diversi dubbi sulla sua traiettoria climatica e sui continui investimenti in combustibili fossili. Le tensioni geopolitiche e le pressioni economiche minacciano la cooperazione multilaterale.
Come ha dichiarato il Presidente Recep Tayyip Erdoğan, la Turchia è "pronta a ospitare la conferenza che plasmerà il futuro del nostro clima". Il successo finale della COP31 si misurerà dalla sua capacità di trasformare i quadri di attuazione stabiliti alla COP30 in riduzioni misurabili delle emissioni e in un sostegno significativo per le popolazioni più vulnerabili ai cambiamenti climatici nel mondo.
*Le prestazioni passate non sono indicative dei risultati futuri. I dati sopra riportati sono solo proiezioni e non devono essere considerati come consigli di investimento.
Domande frequenti (FAQ)
La COP31 si svolgerà presso l'Antalya Expo Centre di Antalya, in Turchia, e prevede un ulteriore vertice dei leader a Istanbul. La conferenza si terrà a novembre 2026.
La Turchia si è aggiudicata l'organizzazione dell'evento dopo una lunga trattativa con l'Australia. Secondo un accordo di compromesso, la Turchia ospiterà la conferenza fisica mentre l'Australia guiderà il processo di negoziazione, promuovendo in particolare le priorità climatiche delle isole del Pacifico.
La Turchia si è impegnata ad azzerare le proprie emissioni nette entro il 2053, con una riduzione del 41% rispetto ai livelli di emissioni ordinari entro il 2030. Tuttavia si prevede che le emissioni del Paese raggiungeranno il picco solo nel 2038, sollevando perciò dubbi sull'allineamento con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi.
La COP31 si concentrerà sulla valutazione dell'attuazione degli obiettivi climatici di riduzione delle emissioni (NDC) per il 2035 presentati prima della COP30, sull'operatività degli impegni finanziari per il clima, sul dare più voce alle nazioni vulnerabili ai cambiamenti climatici e sull'affrontare la resilienza alle catastrofi di pari passo con l'adattamento climatico.
Mentre la COP30 tenutasi in Brasile si era concentrata sul lancio di quadri di attuazione (l'approccio "Global Mutirão"), la COP31 rappresenta la prima importante tappa di verifica delle responsabilità, che valuterà se i Paesi stanno traducendo gli impegni assunti in azioni e riforme politiche misurabili.
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